Cives - Associazione di Promozione Sociale

LETTERA AL SINDACO VELTRONI


Maggio 2004

Circa un anno fa (nel giugno del 2003) CIVES scriveva, nell'intento di instaurare un dialogo con le Autorità comunali, al Sindaco di Roma (e per conoscenza al Prefetto, dott. Del Mese), esprimendo le proprie preoccupazioni su alcuni fenomeni involutivi che interessano la Città storica - legati soprattutto al traffico privato nelle ore notturne, all'inquinamento acustico provocato da alcuni locali, al modo in cui si formano le decisioni in questo settore -, e formulando alcune proposte.
Nella sua risposta il Sindaco raccoglieva l'invito di CIVES, e indicava le generali coordinate della Sua "filosofia" in materia.
Alla luce delle annunciate iniziative di contenimento del traffico privato in Trastevere e a Testaccio, è forse utile riportare i testi della nostra lettera e, di seguito, la risposta del Sindaco.

Egregio Signor Sindaco,
seguiamo con una certa apprensione la vicenda delle progettate restrizioni al traffico in alcuni Rioni (Trastevere, S. Lorenzo) e dell'ampliamento orario dei varchi elettronici.
I provvedimenti dapprima annunciati, poi accantonati o notevolmente limitati denotano, a nostro sommesso avviso, una grave incertezza dell'Amministrazione comunale nell'affrontare una questione di portata ormai dirompente; d'altro canto, la decisione prefettizia di affidare al soggettivo apprezzamento dei Vigili - come riportano i giornali - la chiusura dei varchi ci è sembrata sostanzialmente elusiva del problema, considerata anche la normale carenza notturna di Vigili nelle nostre strade (per tacere di altre inadeguatezze).
Rileviamo che il Comune dimostra, ancora una volta, di avere una visione "a macchia di leopardo" di un problema che interessa in realtà tutto il Centro, poiché mentre cerca di porre rimedio al degrado di un Rione non si cura delle conseguenze che si determineranno sulla già precaria situazione dei Rioni contigui; gli esercenti, dal canto loro, continuano a reagire scompostamente ad ogni pur timida iniziativa volta a governare la Città con criteri non immediatamente ricalcati sui loro interessi.
Nel momento in cui, ancora una volta, si evocano sterili ed inesistenti contrapposizioni tra cittadini (residenti ed avventori dei locali), se non addirittura tra stili di vita (chi vuol dormire e chi vuole divertirsi), vorremmo che al problema della qualità della vita nel Centro storico fosse data finalmente una corretta impostazione ed una soluzione organica.
A tal fine La invitiamo a prendere atto, una volta per tutte, dei seguenti aspetti della questione.
(1) Va data attuazione, con provvedimenti a carattere permanente, all'ampliamento orario dei varchi elettronici e alle restrizioni al traffico notturno nei Rioni in cui sono state prima annunciate, e poi accantonate. La concentrazione dei locali che (irresponsabilmente, e con grave sottovalutazione delle conseguenze) si è consentita nell'ultimo decennio, fa sì che la conformazione urbana dei luoghi non possa assolutamente assorbire i flussi di traffico che vi si dirigono.
(2) Occorre infatti tenere presente che i livelli di inquinamento acustico e atmosferico che ormai si registrano nei Rioni del centro nelle ore serali e notturne (come hanno documentato le Associazioni CIVES, Residenti di Campo de' Fiori e la stessa Legambiente) sono ben fuori i parametri massimi consentiti. Anziché provvedere ai piani di risanamento, l'Amministrazione comunale ha, di fatto, favorito il cumularsi di fonti rumorose (originate dal traffico eccessivo, dall'affollamento antropico, dai troppi tavolini - autorizzati o meno - all'esterno dei locali ecc.). Queste fonti rumorose, come se non bastasse, concorrono a formare il livello di "rumore di fondo" sulla cui base è misurato il maggior rumore prodotto dai singoli locali all'interno delle abitazioni dei cittadini (fenomeno, questo, di fatto agevolato anche dall'assurdo intrico di competenze, e dalla diffusa deresponsabilizzazione, che connotano le attività incardinate nel duplice circuito amministrativo costituito da un lato dal Dipartimento X e dall'A.R.P.A. Lazio, e dall'altro dal Dipartimento V e dalla A.S.L.).
(3) Gli esercenti percepiscono ogni correttivo ad un problema che è sotto gli occhi di tutti come un fattore di rallentamento dei loro profitti. E' ora che si dica che in molti, troppi casi gli esercenti, per poter "lavorare" nel modo in cui loro intendono, rivendicano, in buona sostanza, una "zona franca" intorno ai loro locali, in cui sia di fatto sospesa l'efficacia del codice della strada e non si facciano multe, non vi siano controlli e restrizioni di sorta. Nei casi più gravi, intorno agli esercizi c'è un alone di illegalità e di degrado di cui fanno le spese i residenti, lesi nei livelli elementari di qualità della vita. E' da auspicare che le organizzazioni di categoria prendano atto che non si possono scaricare sui cittadini i costi della loro attività, e che promuovano tra i loro aderenti il senso della legalità, al cui rispetto siamo tutti tenuti .
(4) Una soluzione del problema del traffico notturno (che in alcuni Rioni ha ormai flussi maggiori di quelli diurni), del rispetto della quiete pubblica, della tutela della salute dei residenti richiede una visione complessiva dei fenomeni. Non si può inventare il concetto estensivo di "Città storica" quando fa comodo per aumentare i tavolini all'aperto, come si sta facendo in Consiglio comunale con una recente delibera scritta di concerto con gli esercenti, e poi avere una visione parcellizzata alla singola strada o Rione, con l'effetto di aggravare la situazione della strada o del Rione accanto.
(5) Chiediamo che i varchi elettronici vengano attivati anche di notte, e che soluzioni organiche e strutturali (non affidate all'apprezzamento "caso per caso" dei Vigili, peraltro assenti di notte dalle nostre strade) vengano prese per Testaccio oltre che per Trastevere. Se insieme alle limitazioni poste in altri Rioni non si prenderanno misure anche per Testaccio e per la parte limitrofa dell'Ostiense, questa parte della città diverrà infatti - per i molti locali che vi sono concentrati e anche per l'uso "circense" del Mattatoio - una sorta di Luna Park in cui potrà vivere bene soltanto chi va a divertirsi e non chi ci abita.
Da anni i cittadini e le associazioni civiche segnalano e denunciano un complessivo decadimento delle condizioni di vita dei residenti nonché situazioni specifiche o diffuse di illegalità, rispetto alle quali i Dipartimenti comunali hanno dimostrato carenze gravi e meritevoli, in taluni casi, di essere portate a conoscenza della magistratura, ma che al Sindaco - dispiace dire - non sembrano interessare.
Per evitare che la situazione precipiti, è necessario che i varchi elettronici vengano fatti funzionare per tutta la notte, che vengano istituite le ZTL annunciate.
Per quanto riguarda in particolare Testaccio, riteniamo indispensabile che venga chiusa al traffico almeno la zona circostante il Monte Testaccio, e che siano operativi in modo permanente (e non sporadicamente come ora avviene), nella fascia oraria 23-01, presidi di Vigili negli altri punti nevralgici (Piazza dell'Emporio, Via Marmorata, ecc.): potrebbe così scoprirsi che anche soltanto con l'ordinaria applicazione del codice della strada, con la repressione della "sosta selvaggia", con l'allontanamento dei parcheggiatori abusivi e con il ripristino della normale mobilità pedonale, ne risulterebbero notevolmente contenuti gli abnormi flussi di traffico.

* * *

Per concludere, Le rivolgiamo un pubblico appello: si adoperi per sottrarre la delicata questione della qualità della vita nei Rioni del centro storico ai toni folkloristici con cui viene oggi trattata, e per dare la giusta priorità (e le risorse adeguate) ad un problema che, finora trascurato o affrontato con misure episodiche, avvilisce progressivamente il profilo della città.

CIVES-Associazione di promozione sociale

Il Presidente:

Giulio Castelli

La risposta del Sindaco

Dal Campidoglio, 17 giugno 2003

Egregio Presidente,

da due anni a questa parte, da quando sono sindaco di Roma, si è rafforzata in me la convinzione che governare e amministrare una comunità richiede fra le altre un'attenzione particolare, una capacità: quella di riuscire a far convivere più civilmente possibile e nel modo più proficuo per il bene comune numerosi interessi e punti di vista, dei singoli cittadini così come di aree territoriali, di intere categorie e di fasce sociali diverse.

Le ricadute e gli intrecci virtuosi o negativi che un'iniziativa è in grado di mettere in moto, infatti, sono molteplici, e molto spesso sono incalcolabili e sorprendenti persino per coloro che con professionalità e passione si dedicano a tempo pieno alla risoluzione di un problema. Può capitare, così, che una decisione abbia bisogno di una successiva messa a punto, che servano ulteriori provvedimenti, che ascoltando opinioni e giudizi differenti - di istituzioni, di associazioni o dei cittadini, ad esempio - si convenga di correggere e perfezionare l'iniziativa che pure si era pensata in modo approfondito. E' la realtà quotidiana e concreta che a volte fornisce i migliori elementi di valutazione.

Per entrare brevemente nel merito di alcuni problemi che mi ponete, a proposito della richiesta di estendere i varchi ZTL nelle ore notturne, credo si debba innanzitutto riflettere su almeno due punti: la ricchezza e la godibilità della nostra città storica e più che mai del centro storico, rappresentano un bene di inestimabile valore, che dobbiamo mantenere per quanto possibile fruibile per la maggior parte della popolazione e non solo per i residenti.
L'attuale sistema del trasporto pubblico romano, a fronte delle risorse economiche disponibili, non è in grado di garantire tempi e orari che consentano di far questo cos' come si dovrebbe; eppure chi vive in periferie lontane dal cuore della città, deve potervi accedere, perlomeno nelle ore di minor carico del traffico. Inoltre, non dobbiamo dimenticare che i problemi relativi all'inquinamento atmosferico e acustico, e dunque relativi alla salute di noi tutti, si ripropongono in modo simile nelle periferie, o almeno in parti di esse.

Ogni iniziativa di salvaguardia e di limitazione va dunque pensata e attuata in modo organico e complessivo sul territorio cittadino, con provvedimenti e limitazioni che non possono riguardare esclusivamente chi deve entrare nel centro storico, ma anche coloro che da esso devono recarsi nei "centri caldi" di altri quartieri. Una tale complessità di interventi richiede attenzione e pazienza, capacità di ascoltare e di valutare tutte le ipotesi, di pensare diversi approdi, anche nel corso del cammino.

Credo di poter dire che questo valga anche per quanto stiamo progettando per rendere attuabile la chiusura di Trastevere, a partire da un numero adeguato di parcheggi alternativi. E così per Testaccio, che come voi sono convinto non possa essere un infinito ingorgo serale, vanno individuate soluzioni che non penalizzino pesantemente le zone adiacenti e che consentano a tutti di raggiungere locali e piazze del quartiere.

Da parte mia, comprendo le questioni di principio e di merito che ponete, e considero le vostre proposte davvero come un prezioso contributo in vista degli obiettivi che sono certo ci accomunano, per raggiungere i quali vi invito a collaborare con gli assessorati alla Mobilità e all'Ambiente.
Le invio i miei più cordiali saluti,

Walter Veltroni

I testi e le immagini di questo sito sono liberamente riproducibili purché ne venga citata la fonte.

Powered by SeoWeb