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Cari Associati,
Ieri l'Assemblea ed il Consiglio direttivo hanno accettato le mie
dimissioni da Presidente della Vostra Associazione (.). Condivido
con voi le parole di saluto:
"Tutto quello che oggi è tuo, un giorno sarà di altri", questa frase dice
il Profeta nel bellissimo libro di Khalil Gibran.
Nessuno sa questo meglio di noi, che utilizziamo le nostre case per un
breve periodo della loro vita, per poi ritrasmetterle al futuro, degne
della loro antichità!
Da anni le amministrazioni comunali trascurano i Residenti del Centro
Storico e talvolta li insultano, dicendo loro: Andatavene! Ché qui
abbiamo da fare altre cose!
Nel farlo, hanno dimenticato che il Residente è il solo capace di
proteggere il suo habitat dalla frenesia predatoria dei fattori esterni,
paragonabili storicamente alle invasioni barbariche. La nostra non è
soltanto una difesa dei Residenti da parte di residenti, essa rappresenta
una difesa della civiltà dalle forze distruttive e dall'angusta
immaginazione di certa ingegneria urbanistica, del capitalismo selvaggio,
del governo mercantile e delle demagogie disposte a calpestare la bellezza
di questo mondo per la smania di arrivare in fretta in quell'altro.
Noi siamo i profeti della Lentezza, perché in essa viviamo.
Noi siamo gli ultimi custodi di questi valori, di queste vestigia della
Storia. La politica pensa solo a metterci sopra i cartellini per
intensificarne il valore commerciale al cui servizio lavora.
Ci chiamano Privilegiati!
E se con questo termine, si vuole dire che difendiamo la Cultura contro il
degrado della barbarie del tutto e subito, allora sì, siamo dei
Privilegiati.
Abbiamo il privilegio di una coscienza storica di questi sassi e di queste
vecchie pietre che abitiamo e che proteggiamo e preserviamo, spesso senza
rendercene conto, ma sempre con passione!
Noi sappiamo molto bene che solo la loro religiosa conservazione può
creare una stabilità di lungo periodo del nostro Centro, che oltre che
nostro, è dell'Umanità intera.
Noi dipingiamo le nostre facciate, abbelliamo i nostri cortili, ridiamo
luce alle tracce dell'Antichità, così presenti in questa parte del
territorio del mondo, conserviamo l'architettura e l'arte
Il tutto è fatto a nostre esclusive spese e a favore di un Patrimonio
dell'Umanità. Questa è l'altra faccia del Privilegio!
E' anche la faccia di tanti anziani, che qui conservano e tramandano le
vecchie storie in cui riusciamo ancora a sentire gli odori dell'Ottocento
papalino. Loro sono qui, pochi, che resistono e testimoniano le storie del
rione. Ci raccontano del tempo della Guerra, del tempo della borsa nera,
del tempo dello scippo e del furto, del carcere, prima che fossero, a loro
volta, scippati del loro piccolo mondo. Fortunatamente non tutti sono
partiti.
Potere e Autorità sono due cose molto diverse. L'uno comanda,
l'altro ottiene ciò che è il bene di tutti, solo attraverso il proprio
prestigio. Ebbene mai come negli ultimi tempi, i due sono stati così
distanti e divisi!
Da anni questa città affida la sua gestione al solo Potere, ma da anni non
trova un'Autorità che sappia raccoglierne i 2.500 anni di storia per
consegnarla ai secoli che verranno. L'ultima che riesco a ricordare è
quella di Giulio Carlo Argan, che stranamente aveva più Autorità che
Potere.
Manca completamente il senso di responsabilità che incombe su chi dovrebbe
raccogliere un'eredità culturale, per pochissimi anni rispetto ai
venticinque secoli di storia, per consegnarla ai secoli futuri.
Manca la cultura necessaria a interpretare umilmente questo ruolo di
trasmettitori. Manca l'umile senso del sapere che sono inquilini, non
padroni della città.
La Cultura è sempre vestita di umiltà e priva di boria, quest'ultima
intimamente cafona. Essa è ora sostituita dal mito dell'apparire, del
trampolino politico, del piacere a tutti i costi, senza preoccupazioni per
i solchi che restano, problema questo che riguarda gli altri, quelli che
verranno.
Finchè la città è retta dal solo Potere, con i relativi
condizionamenti, per il Centro non c'è alcuna speranza.
Tre amministrazioni capitanate dall'ignoranza, oggi di moda, stanno
compiendo lo scempio. Più decenni fa, esse erano preda di interessi
economici che il cittadino doveva solo riconfermare con il voto. Oggi la
situazione si ripresenta con la stessa sostanza, ma sotto l'influenza di
interessi diversi. L'assecondare gli interessi economici è divenuta la
prima preoccupazione dell'amministrazione, che sta creando una città di
camerieri!
Vorrà dire che sopra i molteplici strati di questa città, se ne sta
formando uno nuovo, che inquina i precedenti e li ricopre con violenza Non
è una questione di ordine pubblico o di mobilità, qui si sta giocando il
futuro, anche quello economico, di questa città, bruciandolo tutto e
subito, in cambio di trenta denari.
Qui si sta distruggendo in pochi anni il patrimonio anche turistico di
Roma, proprio quello che, ben conservato, dà da vivere ad un tessuto
imprenditoriale in equilibrio con l'ambiente che lo ospita. Invece per una
demagogica protezione dei mercanti, si sta erodendo la fonte del loro
mercato: l'equilibrio del Centro Storico. I commercianti ne sono
gli inconsapevoli, o forse ignoranti, complici! Stanno distruggendo con le
proprie mani la loro stessa fonte di sopravvivenza. Siamo di fronte ad un
gravissimo disastro ambientale, perpetrato con totale incoscienza, come
quasi tutti i disastri ambientali!
Noi Residenti però non taceremo contro questa violenza, anche se dovesse
rimanere l'unica voce in difesa di questo territorio. Essa non si fermerà
ed è per questo che sento il bisogno di affidarla in mani più giovani, in
grado di rinnovarne l'energia senza disperderne la saggezza e la storia.
Noi Residenti continueremo a resistere, a denunciare, e chiedere più
gisutizia e rispetto per i nostri sassi. Noi non ce ne andremo!
Oggi io lascio la responsabilità di Presidente di quest'Associazione.
Durante questo periodo di servizio per i miei vicini e per il Centro, ci
siamo conosciuti meglio fra di noi, abbiamo fatto amicizia, ci siamo
stimati, abbiamo fatto tante battaglie assieme.
Ricordo quella eroica, quando con i nostri mal di schiena, siamo andati a
mettere di traverso le auto mal parcheggiate in Via Giulia, Via dei
Farnesi e Via Monserrato, inseguiti dai vigili, per dare un segno.
Ne ricordo anche tante altre, le serate in pizzeria, le sconfitte e le
poche vittorie.
Oltre a queste piacevolezze, abbiamo anche ottenuto dei risultati, tanti:
fra cui i varchi elettronici, i tornei di scacchi in piazza, il controllo
della OSP in Campo de' Fiori, e qualche altra vittoria minore.
Siamo fra i fondatori di CIVES, l'Associazione di Associazioni, con
finalità più ampie.
Ma lasciatemi dire che in questi anni io personalmente, mi sono anche
molto divertito. Ho conosciuto i miei vicini, ho goduto della loro
amicizia e simpatia, ho anche giocato a guardie e ladri..
Credo che oggi possiamo dire di avere costruito qualcosa in questi anni.
Otto anni fa non c'era nulla: mi sembra bene.
Sono anche felice di sapere che ci sono fra di voi persone capaci di
continuare la nostra missione, per andare più lontano e meglio, e questo è
un grandissimo risultato, sapere che l'Associazione continua a crescere e
trova al suo interno l'entusiasmo per farlo.
Buon lavoro! Ma anche buon divertimento!
Leonardo di Chanaz
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