Cives - Associazione di Promozione Sociale

IL MESTIERE DEL RESIDENTE


Merita di essere qui riportato il discorso con cui il Presidente dell'Associazione Residenti Campo de' Fiori, Leonardo de Chanaz, ha recentemente preso congedo dalla Presidenza dell'Associazione. Benché indirizzato ad una cerchia ristretta di persone e riferito ad una esperienza particolare, il documento reca testimonianza del grado di consapevolezza (da alcuni fraintesa come manifestazione di snobismo) con cui i residenti intendono oggi esercitare il proprio ruolo all'interno dello spazio pubblico cittadino. Ne condividiamo totalmente i contenuti, convinti come siamo che i residenti debbano oggi attivarsi per affermare il proprio diritto di partecipare alle decisioni che vengono assunte nelle nostre Città.

A Roma, molti ritengono che il residente impegnato nella tutela del suo ambiente di vita sia di intralcio alle libertà economiche e all'uso spensierato del tempo libero. E, di conseguenza, verso i residenti consapevoli dei propri diritti si sono dirette, in misura crescente, l'insofferenza e l'intolleranza delle lobbies del commercio e dei loro referenti politici. Di fronte alla forza proterva degli interessi economico-elettorali, gli Amministratori capitolini stentano tuttora, pavidamente, a riconoscere nei residenti e nell'associazionismo civico una parte fondamentale del "capitale sociale" della Città, senza il quale i fenomeni di mercificazione e di degrado dagli stessi Amministratori incautamente innescati prenderebbero il sopravvento. Per questo impegno dei residenti, faticoso e generalmente misconosciuto, può ben dirsi che essi, individualmente o riuniti nei comitati e nelle associazioni, rivestano nel presente momento storico un ruolo essenziale per le sorti della nostra Città; il loro è un "mestiere" svolto non per interessi particolaristici o a tutela di rendite di posizione, ma al servizio della collettività e degli equilibri fondamentali per la convivenza.

Cari Associati,

Ieri l'Assemblea ed il Consiglio direttivo hanno accettato le mie dimissioni da Presidente della Vostra Associazione (.). Condivido con voi le parole di saluto:
"Tutto quello che oggi è tuo, un giorno sarà di altri", questa frase dice il Profeta nel bellissimo libro di Khalil Gibran. 
Nessuno sa questo meglio di noi, che utilizziamo le nostre case per un breve periodo della loro vita, per poi ritrasmetterle al futuro, degne della loro antichità! 
Da anni le amministrazioni comunali trascurano i Residenti del Centro Storico e talvolta li insultano, dicendo loro: Andatavene! Ché qui abbiamo da fare altre cose! 
Nel farlo, hanno dimenticato che il Residente è il solo capace di proteggere il suo habitat dalla frenesia predatoria dei fattori esterni, paragonabili storicamente alle invasioni barbariche. La nostra non è soltanto una difesa dei Residenti da parte di residenti, essa rappresenta una difesa della civiltà dalle forze distruttive e dall'angusta immaginazione di certa ingegneria urbanistica, del capitalismo selvaggio, del governo mercantile e delle demagogie disposte a calpestare la bellezza di questo mondo per la smania di arrivare in fretta in quell'altro.  
Noi siamo i profeti della Lentezza, perché in essa viviamo. 
Noi siamo gli ultimi custodi di questi valori, di queste vestigia della Storia. La politica pensa solo a metterci sopra i cartellini per intensificarne il valore commerciale al cui servizio lavora. 
Ci chiamano Privilegiati!
E se con questo termine, si vuole dire che difendiamo la Cultura contro il degrado della barbarie del tutto e subito, allora sì, siamo dei Privilegiati.
Abbiamo il privilegio di una coscienza storica di questi sassi e di queste vecchie pietre che abitiamo e che proteggiamo e preserviamo, spesso senza rendercene conto, ma sempre con passione!  
Noi sappiamo molto bene che solo la loro religiosa conservazione può creare una stabilità di lungo periodo del nostro Centro, che oltre che nostro, è dell'Umanità intera. 
Noi dipingiamo le nostre facciate, abbelliamo i nostri cortili, ridiamo luce alle tracce dell'Antichità, così presenti in questa parte del territorio del mondo, conserviamo l'architettura e l'arte
Il tutto è fatto a nostre esclusive spese e a favore di un Patrimonio dell'Umanità. Questa è l'altra faccia del Privilegio!  
E' anche la faccia di tanti anziani, che qui conservano e tramandano le vecchie storie in cui riusciamo ancora a sentire gli odori dell'Ottocento papalino. Loro sono qui, pochi, che resistono e testimoniano le storie del rione. Ci raccontano del tempo della Guerra, del tempo della borsa nera, del tempo dello scippo e del furto, del carcere, prima che fossero, a loro volta, scippati del loro piccolo mondo. Fortunatamente non tutti sono partiti. 
Potere e Autorità sono due cose molto diverse. L'uno comanda, l'altro ottiene ciò che è il bene di tutti, solo attraverso il proprio prestigio. Ebbene mai come negli ultimi tempi, i due sono stati così distanti e divisi!
Da anni questa città affida la sua gestione al solo Potere, ma da anni non trova un'Autorità che sappia raccoglierne i 2.500 anni di storia per consegnarla ai secoli che verranno. L'ultima che riesco a ricordare è quella di Giulio Carlo Argan, che stranamente aveva più Autorità che Potere.  
Manca completamente il senso di responsabilità che incombe su chi dovrebbe raccogliere un'eredità culturale, per pochissimi anni rispetto ai venticinque secoli di storia, per consegnarla ai secoli futuri.  
Manca la cultura necessaria a interpretare umilmente questo ruolo di trasmettitori. Manca l'umile senso del sapere che sono inquilini, non padroni della città.  
La Cultura è sempre vestita di umiltà e priva di boria, quest'ultima intimamente cafona. Essa è ora sostituita dal mito dell'apparire, del trampolino politico, del piacere a tutti i costi, senza preoccupazioni per i solchi che restano, problema questo che riguarda gli altri, quelli che verranno. 
Finchè la città è retta dal solo Potere, con i relativi condizionamenti, per il Centro non c'è alcuna speranza.  
Tre amministrazioni capitanate dall'ignoranza, oggi di moda, stanno compiendo lo scempio. Più decenni fa, esse erano preda di interessi economici che il cittadino doveva solo riconfermare con il voto. Oggi la situazione si ripresenta con la stessa sostanza, ma sotto l'influenza di interessi diversi. L'assecondare gli interessi economici è divenuta la prima preoccupazione dell'amministrazione, che sta creando una città di camerieri! 
Vorrà dire che sopra i molteplici strati di questa città, se ne sta formando uno nuovo, che inquina i precedenti e li ricopre con violenza Non è una questione di ordine pubblico o di mobilità, qui si sta giocando il futuro, anche quello economico, di questa città, bruciandolo tutto e subito, in cambio di trenta denari.   
Qui si sta distruggendo in pochi anni il patrimonio anche turistico di Roma, proprio quello che, ben conservato, dà da vivere ad un tessuto imprenditoriale in equilibrio con l'ambiente che lo ospita. Invece per una demagogica protezione dei mercanti, si sta erodendo la fonte del loro mercato: l'equilibrio del Centro Storico. I commercianti ne sono gli inconsapevoli, o forse ignoranti, complici! Stanno distruggendo con le proprie mani la loro stessa fonte di sopravvivenza. Siamo di fronte ad un gravissimo disastro ambientale, perpetrato con totale incoscienza, come quasi tutti i disastri ambientali! 
Noi Residenti però non taceremo contro questa violenza, anche se dovesse rimanere l'unica voce in difesa di questo territorio. Essa non si fermerà ed è per questo che sento il bisogno di affidarla in mani più giovani, in grado di rinnovarne l'energia senza disperderne la saggezza e la storia. 
Noi Residenti continueremo a resistere, a denunciare, e chiedere più gisutizia e rispetto per i nostri sassi. Noi non ce ne andremo!  
Oggi io lascio la responsabilità di Presidente di quest'Associazione. Durante questo periodo di servizio per i miei vicini e per il Centro, ci siamo conosciuti meglio fra di noi, abbiamo fatto amicizia, ci siamo stimati, abbiamo fatto tante battaglie assieme.  
Ricordo quella eroica, quando con i nostri mal di schiena, siamo andati a mettere di traverso le auto mal parcheggiate in Via Giulia, Via dei Farnesi e Via Monserrato, inseguiti dai vigili, per dare un segno.
Ne ricordo anche tante altre, le serate in pizzeria, le sconfitte e le poche vittorie. 
Oltre a queste piacevolezze, abbiamo anche ottenuto dei risultati, tanti: fra cui i varchi elettronici, i tornei di scacchi in piazza, il controllo della OSP in Campo de' Fiori, e qualche altra vittoria minore. Siamo fra i fondatori di CIVES, l'Associazione di Associazioni, con finalità più ampie. 
Ma lasciatemi dire che in questi anni io personalmente, mi sono anche molto divertito. Ho conosciuto i miei vicini, ho goduto della loro amicizia e simpatia, ho anche giocato a guardie e ladri.. 
Credo che oggi possiamo dire di avere costruito qualcosa in questi anni. Otto anni fa non c'era nulla: mi sembra bene. 
Sono anche felice di sapere che ci sono fra di voi persone capaci di continuare la nostra missione, per andare più lontano e meglio, e questo è un grandissimo risultato, sapere che l'Associazione continua a crescere e trova al suo interno l'entusiasmo per farlo.
Buon lavoro! Ma anche buon divertimento!

Leonardo di Chanaz

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